Se la notte diventa icona e la città si apre

(di Ernesto Tardivo, La Gazzetta di Capitanata - 5 dicembre)
Tenera è la notte, non solo la vita. Una notte che diventa icona, in cui il moto soppianta il sonno. Un buio inedito che passa veloce e impone respiri corti, l'atmosfera di Natale che viaggia spedita e diventa colonna sonora. Serate come queste dissipano soprattutto tra i giovani la foschia della moralizzazione e si trasformano nel significato più autentico della parola socialità. Speriamo sia un clic riuscito, una bella favola dalla quiale sgorghino scie di consenso e voglia di esserci, provare, essere presenti sfidando lo stress e la tentazione di tornare a casa.
Foggia si prende una notte in affitto, si slaccia le vesti con delicatezza, si apre parla e cancella i suoi problemi, le sue annose cri­ticità. Già, i problemi... Ci sono notti che sono come esorcismi, ore in cui il lugubre urbano cede il passo alla spensieratezza. L'austera piazza Cavour come altre piazze diventerà una conca morbida, luogo remoto adatto non più alla contemplazione ma al viaggio di una notte tra musica e suoni, condivisione.
Diciamolo pure che questa notte bianca è uno di quegli appuntamenti intriganti; una sorta di esperimento semiologico e antro­pologico e sociale di proporzioni inedite. Non che i giovani soprattutto non siano abituati, ma stavolta la lingua della notte ha altre dimensioni, diventa frastuono e gioie di vivere. Una commedia sociale di cui tutti conosciamo la finzione.
E' la città che si consegna, esce dal codice muto del quotidiano tran tran e crea nuove iniziative, accentua soprattutto l'eccesso di presenza e di comunicazione. Notte magica in cui si imbroglieranno i confini, clima sociale e culturale, perchè no, irripetibile. Un clima che consentirà, si spera, di cogliere il vero spirito del tempo che si sintetizza nell'esserci.
I preparativi sono agli sgoccioli, da oggi pomeriggio si parte: qua e là isole di sim­bolismo già sono state create, s'intravvedono: i palchi montati nel centro, le bancarelle, il popolo degli sms che si scatena e si dà appuntamento. Questa notte sarà soprattutto un formidabile ritrovarsi generazionale, un rifluire di una esperienza collettiva. Ritmi già accordati sul prefisso della notte, una notte bianca seminale per il ripristino della so­lidarietà, un sentimento comune in cui ci si potrà riconoscere, e non importa se si tratterà di un sentimento generico. L'evento, questo evento, è destinato a diventare esperienza condivisa, trasformazione in memoria che consentirà un giorno di dire «io c'ero» oppure «noi eravamo lì». E sarà comunque bello vedere un colombo, uno dei tanti che affollano i cornicioni del pronao sotto le luci di un palco già montato, planare su di un tetto o sorvolare la folla, un colombo nella notte anche se non segnalato. Sarà bello guardare il cielo blu notte in una Foggia che se non ha ancora messo online alle pietre lo metterà ai cuori. Tenera la notte, non solo la vita. Da oggi pulsa una tensione moderna: quella di ore insolite, tutti insieme. Di per sè magica...

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