Feste e politica: due pesi e due misure

(di Lorena Saracino, Corriere del Mezzogiorno - 13 dicembre)
Sei milioni di curo spesi per le «Notti bianche» fanno gridare allo scandalo da giorni il Pdl che, anche ieri, in una conferenza stampa sulle "primarie" per la scelta dei delegti al congresso nazionale, ha trovato il modo di tornare sull'argomento, rammaricandosi di non aver potuto tranciare di netto le mani ai sostenitori delle ultime feste di piazza. A quel punto, inevitabile la domanda del Corriere: «Ma quale è la differenza con le manifestazioni - in tutto simili quanto a fantasmagoria - messe in scena dall'allora assessore alla Cultura per il Mediterraneo della città di Bari, Pinuccio Tatarella?». Imbarazzo che si tagliava a fette.
Come tutti ricorderanno anche quelle fecero molto scalpore per i costi 830 milioni di lire la prima, un miliardo e 300 milioni l'ultima, spese non dalla Regione per 6 piazze, ma da un solo Comune. Manifestazioni che fecero felici solo i baresi, non i turisti (assenti) e nemmeno la sinistra (rileggere le cronache del '98 di Barisera è istruttivo).
Risposta del Pdl: «Quelle? Tutto diverso: furono finanziate dagli sponsor». Inevitabile, allora,
parlare con Aurelio Valente, allora assessore della giunta Di Cagno Abbrescia: «Le cifre furono quelle e fecero molto scalpore perchè interamente a carico del Comune. Gli sponsor diedero un contributo poco significativo. Quell'anno ci furono entrate straordinarie grazie alla lotta all'evasione e utilizzammo parte di quei fondi nel capitolo Attività turistiche, anche se le manifestazioni erano indirizzate ai soli baresi».
Manifestazioni che si tennero a più riprese: a maggio e dicembre. Bene, saltato l'alibi salvifico degli sponsor, c'è una sola riflessione che resta sul terreno: la crisi c'è, è grave, per questo è necessario non marciarci sopra. Da una parte e dall'altra. La gente è un po' stanca. Altrimenti, meglio buttarla in burletta. Come la battuta dell'allora vicesindaco Mario Carrieri, ieri alla conferenza stampa del Pdl: «Cosa c'è di diverso fra quelle manifestazioni e queste? Gli artisti».

Nessun commento: